Vertenza Apu, progetto fermo al palo a Giugliano. E le aree verdi versano nel degrado

di Vito Capriello

Ancora in fermento la situazione degli APU di Giugliano. A ricostruire le tappe della vertenza è Danilo Di Giulio, militante del sindacato USB. Il progetto regionale della durata di 6 mesi, pensato come misura con una duplice finalità cioè aiutare chi non ha reddito e attuare all’interno degli enti locali attività straordinarie e temporali, prevedeva nel caso di Giugliano l’inserimento di circa 30 persone, a partire maggio 2018, in attività di giardinaggio, manutenzione e vigilanza di alcuni luoghi quali, per citarne qualcuno, la Villa Comunale, lo stadio De Cristofaro e il Parco dei Monaci. I problemi, però. si materializzano già dal primo mese di attività. Infatti, causa ritardi della Regione nel fornire il Comune di Giugliano delle retribuzione previste per gli operatori e ulteriore ritardo dell’Amministrazione nell’elargire i pagamenti, le 30 persone non percepiranno denaro fino al mese di Agosto e incroceranno le braccia per il primo sciopero indetto da loro. Nel mese di Novembre dello stesso anno dichiareranno un ulteriore sciopero per sollecitare il Comune ad essere più preciso nei pagamenti e soprattutto per far si che l’ente si ponesse come intermediario con la Regione per una proroga del progetto. A partire dallo scorso autunno la vertenza degli Apu di Giugliano si è unita a quella del resto degli operatori della Campania e al sindacato USB. Si è posta come unico obiettivo la proroga del progetto, obiettivo che inseguono ancora oggi e in netta opposizione con la linea del Governatore della Regione De Luca. Alla domanda su quali fossero le motivazioni per le quali il progetto dovesse essere prorogato oltre la scadenza dei 6 mesi, Di Giulio dichiara: “Il lavoro degli Apu è stato obiettivamente utile per la manutenzione delle aree pubbliche che erano state abbandonate e ricettacolo di rifiuti e che sono state restituite alla collettività. Inoltre il progetto Apu costa pochissimo, contando che molti percepiscono anche il reddito di cittadinanza, sarebbero somme ancora più esigue. Ed a somme esigue corrisponderebbe una ricaduta sociale molto grande: riattivare gli oltre 2000 lavoratori in tutta la Campania che potrebbero continuare a vivere ed a essere utili nei loro comuni di origine, invece di essere dirottati chissà dove dalle eventuali proposte di lavoro legate al reddito di cittadinanza”. Gli effetti dello scarso utilizzo degli Apu si notano anche nello stato di abbandono degli spazi verdi cittadini. Infatti, facendo un giro delle poche zone verdi del nostro comprensorio, emerge un’incuria e uno stato di abbandono da città fantasma. Dal giardino dei Monaci e alla villa comunale, il degrado non manca. Per non parlare della villetta dell’acquario a Campopannone, anche in questo caso l’area è inaccessibile e il disinteresse è percepibile da subito infatti a farla da padrone è la vegetazione ormai fuori controllo e talmente fitta che rende impossibile scorgere all’interno, l’unica cosa che emerge da quella “giungla” sono i canestri da basket che sembrano essere sul punto di affogare nell’erba alta. Per un’amministrazione che ambisce a trasformare la terza città della Campania da Terra dei Fuochi a Terra dei Giochi, che promette di trasformare la zona dei prefabbricati di Casacelle rimuovendo l’amianto e costruendo aree verdi per la socialità come segnale per un riscatto ambientale di Giugliano sembra impensabile non partire dalla manutenzione di ciò che è già nella disponibilità della comunità.