Tensione a Scampia, cova la protesta: «Assegnate le case o le occupiamo»

«Se la Regione fa saltare l’assegnazione dei 40 alloggi, non si abbatterà nessuna Vela. Anche quella verde non potrà essere demolita a giugno. Buttarle giù sarà impossibile se prima non saranno liberate». Gli abitanti di Scampia non sono disposti a fare sconti e a perdere altro tempo dopo tanti anni in attesa di alloggi dignitosi per le famiglie che continuano a vivere in condizioni di degrado. La rabbia dei residenti esplode al termine della trasmissione «Mattino Cinque», che vede impegnati in un faccia a faccia i rappresentanti del Comitato Vele e il consigliere comunale Andrea Santoro di Fratelli d’Italia, che da giorni chiede chiarezza su bandi e procedure.

Aria tesa durante la diretta, all’esterno del commissariato di Polizia di Scampia. Gli animi si scaldano nel botta e risposta con lo studio, dove sono presenti come ospiti Lucia Borgonzoni, della Lega Nord, e Marco Rizzo, del Partito comunista.
«Il bando delle 40 assegnazioni – spiegano Omero Benfenati e Lorenzo Liparulo dopo la trasmissione – è stato fatto nel rispetto della legge e la quota per l’emergenza abitativa va cacolata su tutti e 188 alloggi. Nelle Vele abitano tante persone bisognose che ancora oggi vivono in condizioni disumane. Ci sono 8 famiglie con disabili, 12 case non bastano. Se la Regione non risponde all’amministrazione comunale su questa vertenza che il comitato porta avanti da anni, si assume la responsabilità di non far abbattere le Vele, preché prima della demolizione devono essere liberate».
Al Comune, intanto, si lavora sulle controdeduzioni da inviare a Palazzo Santa Lucia, dopo la lettera di mercoledì che ha confermato la divergenza di vedute sul calcolo dell’aliquota degli alloggi destinati agli irregolari delle Vele. Nessun dietrofront sul bando, fanno sapere dal Municipio, gli strumenti normativi per procedere ci sono, ma si cerca la strada del dialogo sul numero degli appartamenti disponibili, che per il Comune restano 50.