Si riaccende il pezzotto, codici via WhatsApp per le tv pirata: a Napoli la base

Il pezzotto torna a trasmettere illegalmente il segnale delle tv pirata che in cambio di un abbonamento low cost consente di vedere oltre 5mila canali con film e partite in streaming. A quanto pare neppure l’operazione della Guardia di Finanza sarebbe riuscita a bloccare questo sistema di IpTv illegali di cui ci ha parlato Alessandro Di Sarno

Si riaccende il pezzotto, il dispositivo che permetterebbe a oltre 5 milioni di italiani di visionare tutti i canali a pagamento in cambio di un abbonamento low cost pirata. Neppure l’operazione della Guardia di Finanza pare sia riuscita a bloccare definitivamente questo sistema illegale di cui ci ha parlato Alessandro Di Sarno nel servizio che potete vedere qui sopra.

Mercoledì scorso, le Fiamme Gialle hanno sequestrato e oscurato Xtream Codes, una delle più grandi piattaforme pirata. Dopo pochi giorni, come riporta Il Mattino, si sono riaccesi i canali illegali: gli utenti hanno ricevuto via WhatsApp i codici per accedere ai nuovi server pirata. Sono le stesse persone che hanno comprato abbonamenti per vedere oltre 5mila canali ad appena 15 euro.

Secondo gli inquirenti i pirati trasformavano il segnale televisivo in un flusso di dati digitali in grado di viaggiare via computer, quindi inviavano questo flusso alle rivendite che proponevano il pacchetto in vendita all’utente finale. Secondo le Fiamme gialle sarebbero circa 6mila le persone che hanno perso il posto di lavoro a causa del pezzotto.

Famiglie, imprese e forse perfino hotel tramite questo dispositivo hanno captato il segnale per vedere partite, film e fiction. Lo stesso sito che è stato oscurato avrebbe venduto anche un abbonamento speciale a 59 euro: non solo garantiva di vedere i contenuti tv piratati, ma anche di rivendere il servizio ad altre persone. Così si sarebbe creata una catena infinita di piccoli distributori dei canali televisivi che trattenevano per sé una percentuale dei ricavi.

Quando mercoledì mattina è scattato l’oscuramento del sito pirata, oltre 700mila utenti erano online. Ora rischiano il carcere da 6 mesi a tre anni e una multa fino a 25mila euro. Gli investigatori potranno risalire a loro tramite gli indirizzi Ip e le carte di pagamento con cui hanno acquistato gli abbonamenti.

Mercoledì mattina è finito in manette uno degli artefici della piattaforma che aveva con sé 110mila euro in contanti, molte criptovalute e attrezzature informatiche. Sono otto gli ordini europei di indagine nei confronti di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale emessi dalla procura di Napoli ed eseguiti in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria.

Solo una decina di giorni fa, la Guardia di Finanza di Brescia ha individuato e bloccato 114 siti Internet che consentivano soprattutto streaming illegali.

Nella pirateria il giro di profitti illeciti, legati spesso alla criminalità organizzata, nel 2018 avrebbe superato i 700 milioni di euro. Come ci ha raccontato nel suo servizio Alessandro Di Sarno, che si è messo sulle tracce di una delle aziende che gestisce questi traffici. A farla da padrona in Europa è l’Olanda, dove si appoggiano la metà dei flussi destinati al nostro Paese.