Schiuma sulle sponde, il lago Patria continua a morire. Franciosi: “Grave stato di inquinamento chimico”

Ancora schiuma sulle sponde del lago Patria. Dopo la macchia nera e l’allarme inquinamento, anche oggi lo specchio d’acqua mostrava evidenti strati di schiuma. Un fenomeno che, secondo la denuncia di Stefano Franciosi del comitato Lago Patria, è la dimostrazione di sversamenti illegali. “La schiuma si accumula sul versante sottovento del Lago e dimostra il grave stato di inquinamento chimico (nitrati, fosfati e chissà quali altre sostanze) delle acque  – dichiara Stefano Franciosi. Continuiamo ad attendere seri provvedimenti da parte delle Amministrazioni locali e delle Autorità competenti, in particolare per bloccare i flussi inquinanti provenienti dal troppo pieno dei Regi Lagni e dalla Centrale Idrovora del Consorzio di Bonifica. 

La precedente denuncia di Stefano Franciosi

“Il problema dell’inquinamento del lago Patria non va affrontato come se fosse un’emergenza ma è di carattere strutturale. Senza un intervento preciso ai canali, alla centrale idrovora, alla foce ed una seria lotta agli scarichi abusivi non si va da nessuna parte”. A parlare è Stefano Franciosi, storico attivista ambientale della fascia costiera, attualmente responsabile del comitato Lago Patria e tecnico delle aree protette. Franciosi già tante volte ha lanciato l’allarme sullo stato di abbandono dello specchio d’acqua e ultimamente aveva sollevato l’attenzione sugli scarichi abusivi provenienti dai regi lagni. “Il canale di Vena, che attraverso la centrale idrovora sfocia nel lago, subisce l’effetto del troppo pieno dei Regi Lagni causando l’inquinamento della foce. La questione non va affrontata come se fosse una criticità momentanea, ma in modo strutturale – dichiara Franciosi – purtroppo dopo un periodo di miglioramento notiamo una regressione della qualità della flora e della fauna intorno al lago, a causa probabilmente degli sversamenti abusivi ed incontrollati. Auspichiamo interventi urgenti delle autorità preposte, che noi già abbiamo provveduto ad allertare già diverse volte”.