Rom, Castaldo attacca Poziello e maggioranza: “Dall’eco-villaggio all’eco-sgombero, gestione fallimentare”

“Lo sgombero del campo rom è un fallimento totale di questa Amministrazione e la sua assoluta incapacità nel gestire una questione, sicuramente complessa, ma che poteva e doveva essere gestita diversamente”. Non le manda a dire Adriano Castaldo, consigliere comunale del Pd dopo che il sindaco Antonio Poziello ha deciso di sgomberare i nomadi nel cosidetto fosso. Castaldo attacca il sindaco e la sua maggioranza: “Si sono letteralmente “incartati” ed il risultato è uno sgombero di un campo senza prevedere una sistemazione alternativa per le famiglie rom, con la conseguenza che resteranno per strada oppure andranno ad occupare altri terreni.
Pertanto, non soltanto si è solo procrastinata una emergenza, ma il rischio concreto è che la situazione divenga ancor più grave di quanto già non fosse.
Quanto avvenuto oggi è, a mio avviso, la dimostrazione che il progetto di “inclusione” paventato nel consiglio comunale di marzo – in piena contraddizione con la soluzione iniziale dell’eco-villaggio -, come sospettavo, era solo una presa per i fondelli per le stesse famiglie rom, i cittadini e noi consiglieri”. L’esponente del Pd continua: “La verità è che questa amministrazione non ha mai realmente posto in essere politiche di vera inclusione e questo perché non non solo non è in grado di farlo per suoi limiti impliciti, ma anche perché, di fatto, non era la sua volontà.
Questa Amministrazione non ha mai avuto e non ha alcuna intenzione di iniziare un serio percorso inclusivo.
La dimostrazione sta nel fatto che, mentre si dichiarava da un lato di voler aiutare queste famiglie in un percorso inclusivo e di scolarizzazione dei bambini, dall’altro si lavorava di concerto con la prefettura per organizzare quanto accaduto stamane.
Ricordo a tutti noi che la (fittizia) disponibilità ad aiutare le famiglie, anche per il tramite di sovvenzioni economiche, era stata annunciata poco più di un mese fa ed era quindi impensabile che in un lasso temporale tanto breve si potessero anche solo iniziare percorsi realmente inclusivi.
Ero uno spot elettorale quello di allora”.