Morte del piccolo Julen, niente risarcimento per i genitori. Il proprietario del terreno indagato: “Sono povero”

Sono passati 8 mesi da quel maledetto giorno di gennaio in cui Julen Rosellò, bambino spagnolo di soli 2 anni, cadde in un pozzo scavato abusivamente nei pressi di Malaga.

L’unico indagato è David Serrano, zio del piccolo e proprietario del terreno in cui si trovava il pozzo, non segnalato, in cui Julen era caduto durante un picnic con la famiglia. Se imputato e riconosciuto colpevole, l’uomo potrebbe essere costretto, oltre a scontare una pena in carcere, ad un risarcimento milionario.

Come indennizzo per le spese dei soccorsi a Julen, protrattisi per lunghissimi giorni tra mille difficoltà i legali di David Serrano segnalano che al momento il loro assistito è stato condannato a pagare una cifra di 885.310 euro. Si tratta, però, di una quota minima, visto che tra spese amministrative e risarcimenti, i genitori di Julien potrebbero essere ricompensati con una cifra vicina al milione e mezzo. Soldi di cui però l’uomo non dispone: «Non possiamo che certificare l’insolvenza del nostro assistito. David Serrano è al momento disoccupato e non percepisce alcun sussidio statale» – hanno spiegato i legali dell’uomo – «Già chiedere un minimo di quasi 900mila euro è una follia per chiunque, ma lo è ancora di più se consideriamo che il nostro assistito è quasi indigente».

L’uomo, dopo la morte del nipotino, è stato accusato di omicidio colposo.