Lo beccano con la droga, trapper insulta la polizia e urina sui verbali in diretta Instagram

Jordan Jeffrey Baby 23, trapper lombardo già noto per essere salito su un’auto dei carabinieri per promuovere il suo nuovo disco, ne ha combinata un’altra. Il trapper, al secolo Jordan Tinti, dopo una serie di bravate social si è visto interdire dalla città di Pordenone per i prossimi due anni: ecco cosa è successo.

Jordan Jeffrey Baby si trovava in un bed&breakfast di Pordenone e aveva portato una persona nella sua stanza, violando il regolamento della struttura. A quel punto è intervenuta la polizia, che dopo un controllo ha scoperto poco più di 2,5 grammi di hashish ed ha accompagnato il giovane in Questura, notificandogli un verbale. Una volta rilasciato, all’esterno della Questura di Pordenone, il giovane trapper ha iniziato a pubblicare una serie di storie su Instagram in cui insultava e minacciava un po’ tutti, ma non solo.

«Sarà sempre la trap a vincere, io mi piglio un’altra stanza, c***o me ne frega… Il mio nuovo singolo è uscito da meno di due giorni e ha già superato quota 30mila. Prossimamente esce un nuovo singolo che spacca tutto» – i vari discorsi ai follower di Jorden Jeffrey Baby – «Il b&b si è preso una piotta per una stanza e mi hanno fatto sfrattare da un’irruzione degli sbirri. La prossima volta che salgo in piedi su una gazzella non chiedetemi il perché». A quel punto, in favore di obiettivo dello smartphone, il giovane ha iniziato a urinare sui fogli del verbale, in cui i nomi dei poliziotti che l’avevano redatto erano ben visibili. Lo riporta anche Cristina Antonutti per Il Gazzettino.

Il questore di Pordenone, Marco Odorisio, dopo l’accaduto ha deciso di interdire il trapper dalla città per i prossimi due anni. A quel punto, Jordan Jeffrey Baby ha pubblicato una nuova storia, dopo essere uscito una seconda volta dalla Questura di Pordenone: «Ooooh, certo che siamo in un paese di asini: diffidato da Pordenone, raga, mi dispiace ma non suonerò live in questa città perché ho preso un anno di diffida per ogni grammo di fumo. Non diffidi un Jeffrey, ormai sono comunque in tutta Italia». E anche per il verbale di diffida, come testimoniato dagli stessi filmati del trapper, arriva la stessa sorte del primo verbale compilato dalla Squadra Mobile di Pordenone.

Il nome di Jordan Jeffrey Baby era balzato agli onori delle cronache nello scorso mese di dicembre: il trapper si trovava a Napoli ed era salito in piedi sul tettino di un’auto dei carabinieri, per promuovere il suo singolo Brooklyn. Matteo Salvini, sui social, aveva ripreso quel video per condannare il trapper, dandogli però una clamorosa e inaspettata ribalta.