«Le sue parole sono legge», la leadership di zia Rosaria raccontata dal pentito

Una guida criminale vera. E’ questo il ritratto di ‘zia’ Rosaria Pagano fatto dal collaboratore di giustizia Fabio Vitagliano, un racconto minuzioso che è fin qui servito alla Procura per montare le accuse contro la donna.

«E’ uno dei capi, perché quando manda un’imbasciata il suo ordine viene eseguito immediatamente. Zia Rosaria ha una quota su tutte le attività criminali del clan, non so di quanto sia ma è di milioni di euro; Io so che zia Rosaria andava ai colloqui in carcere con i figli, sempre accompagnata non so da chi; non so se andava anche dai fratelli. Zia Rosaria abita a Via Cicerone a Melito, io ci sono stato con Emanuele Baiano, Raffaele Teatro e Mirko Romano.

Le prime volte rimanevo fuori, poi durante la faida sono entrato in casa; la casa è molto bella. Voglio precisare che parlavano dinanzi a me di cose semplici del clan, per esempio “rapporti con la Vinella”, “come vanno le piazze”; quando poi il discorso diventava delicato, la Zia Rosaria si alzava e Baiano, o Teatro, o Romano si spostavano in un’altra stanza ed io rimanevo in cucina. Qualche volta in casa c’era la moglie di Carmine Pagano che rimaneva con me a farmi compagnia e qualche volta c’era anche un ‘altra
signora che saprei riconoscere. Io non ho mai sentito discussioni o voci alterate, anche perché la zia Rosaria non strilla. Qualche volta dopo che la Zia Rosaria si appartava con le persone che ho detto prima. quando tornavano e ci salutavamo per andare via, la zia Rosaria diceva ” ci siamo chiariti, non voglio sapere più niente”.