Giugliano. Lidl a Casacelle, l’inchiesta entra nel vivo: perizie ed interrogatori

Acquisizione dei fascicoli, interrogatori,accertamenti tecnici e perizie: è entrata nel vivo l’inchiesta sulla costruzione del Lidl a Casacelle. I magistrati vogliono vederci chiaro sui permessi rilasciati perla realizzazione dell’ipermercato in via Pigna. Tutto è partito dall’operazione eseguita dai carabinieri della Compagnia di Giugliano a fine luglio del 2018. Dagli accertamenti effettuati dai militari il cambio di destinazione d’uso del terreno non sarebbe stato a norma, con conseguente errore nel rilascio del permesso a costruire.L’area dove è stato realizzato il Lidl si trova, infatti, in zona F1 che però nel Prg è destinata invece ad ospitare standard e attrezzature ad uso pubblico e non privato.A quel punto scattarono i sigilli che di fatto costrinsero l’impresa costruttrice a sospendere i lavori. Dopo un mese, il gip del tribunale di Napoli Nord Paone non confermò il sequestro preventivo ed i lavori ripresero fino ad essere oramai ultimati. La data di apertura,però, al momento è sconosciuta. Si attende forse l’esito dell’inchiesta penale,che intanto prosegue a tambur battente. I magistrati nelle ultime settimane hanno acquisito altri documenti ed ascoltatole persone informate dei fatti, dopodiché dovranno decidere se archiviare il caso o chiedere il rinvio a giudizio dei soggetti attualmente indagati. Alla base dell’inchiesta ci sono anche una serie di perizie ed accertamenti tecnici effettuati da esperti urbanistici, in particolare sul di Antonio mangione frazionamento del terreno sul quale è stato realizzato il Lidl. Anche il Gip,nell’ordinanza di rigetto del sequestro preventivo, sottolineò “un elemento di sospetto sulla divisione dei terreni di superficie inferiore ai 5.000 mq per aggirare la necessità dell’adozione di strumenti attuativi come presupposto per il rilascio del permesso di costruire”.Morale della favola, mentre per carabinieri e pm a prevalere era l’importanza dello strumento urbanistico che individuava quella zona come F1 (zona agricola),per il dirigente e il gip a prevalere era il Siad. Un pasticcio burocratico, insomma, ancora tutto da chiarire. Così come è da chiarire è quella rotonda realizzata in via Pigna che tante polemiche ha scatenato visto la sua pericolosità. Anche in questo caso c’è un contenzioso in corso. Dopo che la polizia municipale ha ritirato il nulla osta e disposto il ripristino dello stato dei luoghi, la ha fatto ricorso al Tar. Caso simile ma con destino diverso è quello dell’altro centro commerciale in costruzione in via Madonna del Pantano, a Varcaturo. In questo caso il Gip accolse la richiesta del pm di convalida del sequestro preventivo. In quest’indagine sono indagate 5 persone,tra cui il dirigente del Comune di Giugliano Filippo Frippa per violazioni di regolamenti in materia edilizia. Anche in questo caso si è costruito in zona F1,ma non solo.Sarebbe emersa anche una difformità nella realizzazione dell’opera. Mentre nella dichiarazione erano previste due strutture, di fatto sul posto è stata realizzata un unico corpo di fabbrica.