Giugliano Centro-Fascia Costiera: «La scissione non s’ha da fare»

La scissione della fascia costiera di Giugliano, con l’istituzione di un Comune autonomo, ritorna ciclicamente nel dibattito politico giuglianese. Dopo un periodo di silenzio, negli ultimi mesi il tema è ritornato di gran moda, tra favorevoli e contrari. A far emergere la volontà autonomista dei residenti di Licola, Varcaturo e Lago Patria ci sono sicuramente
tutta la serie di problematiche che nel corso degli anni non hanno avuto nessuna soluzione.
Dal litorale abbandonato al piano spiagge mai attuato, per poi toccare la mancata riqualificazione del Lago Patria o del Parco archeologico di Liternum. Simbolo di degrado ed incuria, la zona litoranea rispecchia oltre 30 anni di promesse non mantenute, abusi edilizi, e soldi sperperati. Una difficile eredità per l’amministrazione Poziello che con fatica stenta a far decollare la zona, che potrebbe rivelarsi una, se non l’unica, chiave di svolta per lo sviluppo, il turismo, ed il commercio locale.
Data la notevole distanza dal centro e l’incremento demografico registratosi negli ultimi decenni, gran parte della popolazione costiera ha chiesto a gran voce la costituzione di un comune autonomo per cercare di compensare disagi e disservizi causato dalla vasta estensione territoriale e la densità abitativa superiore alle 30.000 unità.
Denunciata anche l’insufficienza dei dipendenti comunali e di personale assegnato al territorio costiero sia dal punto di vista amministrativo che per quanto concerne la presenza della polizia locale. Nel 1996 l’iniziativa fu presentata dall’associazione Città futura ed infine nel 2009 dal comitato civico comune di Liternum coordinato da Marco di Vaio. Lo scorso 28 gennaio il consigliere comunale del M5S Nicola Palma ha rispolverato il tema durante il question time. “I residenti in zona costiera vivono da sempre in uno stato di abbandono e degrado. Ogni 5-10 anni qualcuno finge o ci prova realmente a rilanciare la zona ma viene ostacolato. Sussistono i presupposti per avviare l’iter per una scissione territoriale?”, questa la domanda posta dal consigliere grillino. “Il tema del Comune a sé è politicamente appetibile durante il periodo elettorale. Personalmente io non ho mai ritenuto che la scissione potesse portare risultati positivi”, ha così replicato il sindaco Antonio Poziello.
Sull’argomento maggioranza ed opposizione si sono confrontate. Carla Rimoli, assessore con delega alla Valorizzazione della Fascia costiera, ha dichiarato: “Siamo in campagna elettorale. Questo sarà il cavallo di battaglia di partiti politici e candidati che pur sapendo che non si potrà mai realizzare, provano a recuperare qualche volto. La scissione non credo sia la salvezza della zona costiera bensì la distruzione”. Sulla stessa linea anche il consigliere Francesco Iovinella: “Il tema del Comune a sé resta molto interessante politicamente soprattutto in campagna elettorale. È pur vero che la nostra è una città complicata ma non ritengo che tale divisione potesse portare benefici alla stessa, anzi andrebbe ad acuire problemi già esistenti poiché il gettito fiscale proveniente dalla zona Costiera non basterebbe a mantenere i servizi ed a pagare i suddetti necessari per un moderno comune. È pur vero che i cittadini della zona sono sfiduciati, vittime di politiche distratte che hanno utilizzato la zona solo come bacino elettorale, ma il nostro compito è quello di provare a raccontare e far conoscere tutto ciò che viene fatto in modo da mantenere un rapporto costan- te con i cittadini di quell’area poiché si sentano veramente parte di questa città”.
Anche la consigliera di maggioranza Laura Poziello è contraria alla scissione: “La proposta rappresenta, a mio avviso, un mero atto di propaganda elettorale. Ricordiamo che, finora, nessuna  particolare attenzione è stata posta dalle amministrazioni precedenti a differenza di quella attuale. È innegabile, ad oggi, l’accortezza che l’amministrazione Poziello ha posto e continua a porre quotidianamente alla zona costiera, considerata una vera e propria risorsa e priorità sia sul piano della valorizzazione che dello sviluppo del nostro intero territorio”. Dalla minoranza Nicola Pirozzi dice la sua: “Sono contrario all’autonomia della fascia costiera. Innanzitutto perché rappresenterebbe una sconfitta per tutta la classe dirigente che fino ad oggi non ha saputo fornire risposte ai residenti di quell’area, spesso senza garantire nemmeno i servizi ordinari. E se questo argomento torna purtroppo d’attualità significa, oltre qualsiasi altro indicatore, che l’amministrazione del sindaco Poziello ha fallito clamorosamente. La fascia costiera non è la periferia di Giugliano. La vera sfida è un’altra: trasformare quell’area distante geograficamente dal centro di Giugliano nel cuore di Giugliano. Il discorso dell’autonomia ritengo debba essere considerato come una provocazione di fronte all’incapacità della locale classe dirigente di valorizzare le potenzialità della fascia costiera. La soluzione è molto più semplice di quanto si possa pensare. Passare dalle parole ai fatti. Un governo locale in grado di garantire i servizi con efficienza nel breve periodo e nel medio periodo intervenire su un tesoro abbandonato nel degrado, restituirlo alla città come motore di un rilancio occupazionale, economico, sociale e territoriale che garantisca il salto di qualità a Giugliano”.
Dello stesso pensiero è Adriano Castaldo (PD): “Giugliano è e deve restare una sola.  Lago Patria ed il mare, i canneti, la riserva e le campagne di quella zona fanno parte della nostra storia, delle nostre tradizioni: è lì che affondano le nostre radici. Capisco, tuttavia, le ragioni di una parte della cittadinanza che da anni si sente abbandonata e presa in giro da decenni di promesse non mantenute. Gli errori e l’incapacità delle amministrazioni che si sono succedute non possono pesare sulla nostra storia. La vera sfida, per la prossima amministrazione, dovrà essere proprio quella di una vera “inclusione” di “Giugliano mare” nel tessuto economico, politico e sociale di questa città”.
Anche Rosario Ragosta si dice spaventato all’idea di poter pensare una spaccatura nel comune di Giugliano: “Chi pensa di poter dividere Giugliano è un pazzo oppure è in campagna elettorale. Giuridicamente diventa vera- mente difficile dividere un comune: ormai la linea europea e nazionale sul tema è quella di ripartire gli standard di confine in macro aree e non di dividere. La vera sfida  è, invece, quella di ripristinare il gap che li divide attraverso una seria politica di valorizzazione di quanto già esistente sulla zona costiera e di regolarizzazione di quel che invece è presente al centro di Giugliano”.