Giugliano. Appalti e bandi, il grande pasticcio

Piscina comunale

Ribaltone nell’affidamento, esclusa la società ‘La Rinascita’
L’ultimo caso scoppiato è quello della piscina comunale. Il ribaltone sull’affidamento della piscina comunale ha sollevato non poche polemiche negli schieramenti politici.  Il Tar Campania – Sezione Settima – ha accolto il ricorso dell’Asd Alba Oriens, seconda classificata nel bando di gara, annullando il contratto stipulato dall’Amministrazione comunale con la socie- tà La Rinascita Srls.  Dunque il Tar ha disposto il subentro della ricorrente quale capogruppo mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese formato da “Alba Oriens S.S.D. a.r.l. – A.S.D. Atlantide Nuoto”.  La società esclusa, probabilmente, presenterà ricorso al Consiglio di Stato dando seguito ad un iter giudiziario che si prolungherà ancora per diverso tempo. Bisognerà capire cosa farà l’Amministrazione comunale.
Potrebbe attendere l’esito del ricorso al Consiglio di Stato che dovrebbe presentare La Rinascita Srls, consentendo all’Olimpic Nuoto, società u- scente che gestisce l’impianto, di operare fino alla fine dell’iter giudiziario o far subentrare fin da subito l’Asd Alba Oriens, col pericolo che quest’ultima poi possa perdere nel secondo grado di giudizio. Una situazione ingarbugliata, insomma, che ha sollevato anche un polverone di polemi- che.

Il caso Anthares

Costi per la vigilanza da capogiro e apertura fantasma 
Una struttura costata quasi 5 milioni di euro affidata per 4800 euro annui (circa 400 euro al mese), ma la cui riapertura resta ancora un mistero.
Sicuramente tra i casi più scottanti e chiacchierati c’è quello della concessione del Centro Sportivo Anthares di Via Campopannone/Epitaffio. Con la determina dirigenziale n° 1617 del 5/11/2018 la commissione di gara ha affidato l’impianto sportivo nei confronti della società La Rinascita Srls con sede legale a Casalnuovo. La struttura è composta da un campo da calcio a 5 in erba sintetica, un campo da tennis scoperto in terra rossa, 3 campi da tennis coperti da una struttura in legno, una club house con reception, servizi igienici, spogliatoio per il personale, un magazzino, spogliatoi a pertinenza per campi da tennis e da calcio, tribuna coperta con 500 posti con sottostanti servizi igienici ad uso degli spettatori, un locale guardianeria ed una biglietteria, più area parcheggio. canone mensile di 400 euro chiesto alla società affidataria, stupisce e non poco.  L’apertura della struttura era stata annunciata per marzo ma, ancora una volta, la data è slittata. Intanto la struttura di Campopannone è finita nel mirino dei vandali. L’Amministrazione si era cautelata prevedendo una vigilanza armata (prevedeva la presenza di 4 guardie armate di notte e di 3 non armate di giorno), ma nemmeno gli ingenti soldi spesi sono serviti per tutelare e preservare la struttura da ladri e incivili. A peggiorare ancora di più la situazione ci sono le infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato alcune parti degli spogliatoi e il tendone che copre i campi coperti.
I danni hanno aperto anche una diatriba tra ditta e Comune. Per l’Amministrazione la riparazione spetta alla ditta che lo ha realizzato, per quanto riguarda quelli provocati dai raid vandalici resta da capire chi debba pagarli.

Sosta a pagamento

Servizio sospeso ma alcuni cittadini continuavano a pagare
Il servizio di sosta a pagamento è in alto mare dallo scorso 2 gennaio, quando l’Amministrazione dispose lo stop alle strisce blu in attesa dell’espletamento della nuova gara. Nel frattempo si è aperta una vertenza con gli ausiliari della società uscente che gestiva il servizio, i quali vantano arretrati. Nonostante il servizio sia stato sospeso, alcuni cittadini, ignari del fatto, hanno continuato a inserire monetine nei parchimetri. La sospensione delle strisce blu era stata comunicata alla cittadinanza attraverso dei fogli affissi sulle macchinette mangiasoldi, ma quasi tutti sono stati strappati poco dopo tempo. E così ignari cittadini hanno continuato a pagare per un servizio di fatto interrotto. La cosa più assurda è che sono stati visti alcuni soggetti svuotare i parchimetri delle monete. Uno scandalo nello scandalo, insomma, su cui la minoranza vuole vederci chiaro. Ma i pasticci non sono finiti qui. Perché il Tar Campania, accogliendo il ricorso presentato dalla Cooperativa Sociale Esculapio contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e contro il Comune di Giugliano, ha riammesso la società che aveva partecipato al bando per le strisce blu e che era stata esclusa.

Palazzetto dello sport

Iter terminato da 3 anni, ma il collaudo è una telenovela
Con i suoi 1500 posti di capienza, la struttura doveva essere un centro per lo sport di primissimo piano non solo a livello cittadino ma anche provinciale e regionale. Al suo interno 4 spogliatoi uffici una palestra di 100 metri quadri e la possibilità di disputare gare di qualsiasi sport indoor in primis basket e pallavolo. Un’opera fondamentale che potrebbe essere da sprono per rilanciare l’area di via Pigna e trasformarla in una vera e propria città dello sport. Un sogno che per ora resta tale a causa dei ritardi burocratici ed amministrativi che ne bloccano l’apertura al pubblico da 3 anni, nonostante l’iter sia stato completato. Anche riguardo il palazzetto dello sport, prima di arrivare all’affidamento definitivo, c’è stata una lunga battaglia burocratica. La struttura per i prossimi 6 anni sarà nelle mani dell’Asd Polisportiva Giugliano, società che si è aggiudicata la gestione della struttura. Un iter burocratico che va avanti ormai da molto tempo e che solo ora ha trovato fumata bianca. I problemi, però, non sono finiti. Resta ancora da effettuare il collaudo per il polo, in preda in questi anni a decine di furti e raid vandalici. “è stato vandalizzato prima di Natale quindi si sono resi necessari nuovi interventi di ripristino. Stiamo ultimando le procedure per poi effettuare il collaudo, manca ancora un dispositivo elettronico da comprare e realizzare. Dobbiamo ancora firmare la convenzione, poi finalmente apriremo. Spero entro aprile di poter concludere tutto e avviare le attività sportive”, dichiara Giovanni Ciccarelli, responsabile dell’Asd Polisport.

Appalto rifiuti

Proroghe e inchieste, è il settore più ‘caldo’
Altro caso spinoso è il servizio integrato di Igiene Urbana, attualmente gestito in proroga dall’ATI Teknoservice – Consorzio Gema, a cui fu affidato l’appalto quinquennale il primo agosto 2013 (canone da 1,3 mln di euro al mese per un totale di 80 mln di euro in 5 anni), quando il Comune era guidato dalla commissione straordinaria. L’attuale proroga scadrà il 31 marzo, ma probabilmente si ricorrerà ad un nuovo prolungamento visto che nuovo il bando di gara per l’affidamento non è stato ancora predisposto. Parliamo di un settore partico- larmente delicato, visto soprattutto i precedenti caldi. Nella relazione sullo scioglimento del Comune per camorra si parlava di infiltrazioni del clan Mallardo nel servizio, sia con l’imposizione di personale sia attraverso la richiesta di tangenti. A confermare le ingerenze della malavita nel settore rifiuti, infine, c’è stata l’ultima inchiesta eseguita dalla DDA, che ha portato sotto indagine 14 soggetti tra ex politici e imprenditori. I fatti si riferiscono al periodo 20008-2011, dopo 8 lunghi anni di indagine la procura è arrivata ad un punto di svolta. Oltre 1300 le pagine il faldone dell’inchiesta a cui hanno contribuito ben 3 pentiti del clan Mallardo. A breve sarà celebrata l’udienza preliminare durante la quale si deciderà se rinviarli a giudizio o meno. Riguardo al nuovo bando, sicuramente sarà redatto un piano industriale di portata europea, visto anche l’incarico da 36mila euro che l’Amministrazione ha deciso di dare per la sua redazione.   allo Studio Associato ENVISYS di Paolo Bidello & Associati.
Quest’ultimo è stato anche sovraordinato proprio in tema ambientale scelto dai commissari straordinari quando il Comune era stato sciolto.
L’ultima assegnazione alla TeknoService fece storcere un po’ il naso a qualcuno per l’eccessivo ribasso del 0,11% su un bando dal valore totale di 80 mln di euro.

Polizia municipale

Il Tar dà ragione alla Petrillo, la palla passa al tribunale ordinario.
Altro caso spinoso, che in settimana ha avuto un importante epilogo, è quello del Comando della polizia municipale. è stata resa nota la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quin- ta), sul ricorso presentato dalla Comandante Maria Rosaria Petrillo, defenestrata per cause ignote e spostata improvvisamente ad altro settore (demografico ed elettorale). Al suo posto il sindaco Poziello scelse Salvatore Petirro come Dirigente del neo istituito “Settore Polizia Municipale e Servizi Sociali ed Educativi” ed il Tenente Colonnello Carmine Petraio, già responsabile della pozione organizzativa relativa al Servizio Polizia Stradale, come Vice Comandante del- la Polizia Municipale.
Il Tar ha in parte accolto il ricorso per la parte riguardante le deliberazioni della Giunta  aventi ad oggetto la modifica dell’assetto organizzativo dell’Ente e, in parte, lo ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione quanto all’impugnativa dei decreti sindacali di conferimento di incarico indicando quale giudice competente il giudice ordinario. In sintesi l’accorpamento dei settori Polizia municipale e Servizi sociali, secondo i giudici del Tar, è da annul- lare. è venuto quindi meno il presupposto per le nomine di Petirro e Petraio (quest’ultimo ora in pensione). Petrillo potrà rivolgersi entro 3 mesi al giudice ordinario, con la possibilità di chiedere anche un risarcimento del danno per la dequalificazione subita. “Appare evidente la dequalificazione professionale subita dalla ricorrente, assunta in qualità di Comandante della Polizia municipale, una volta approfonda l’indagine sulle mansioni effettivamente svolte e avuto riguardo alla sottrazione delle specifiche competenze nell’ambito della nuova organizzazione. L’illegittimità dei moduli organizzativi adottati dal Comune ha, pertanto, rilevanza in quanto si traduce in assegnazioni di mansioni diverse da quelle proprie della qualifica rivestita e non equivalenti”. Il sindaco Poziello ha fatto sapere che è intenzionato a proporre ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar.

Mensa scolastica

Raccolta di firme per la revoca del servizio di refezione scolastica.

Ha suscitato polemiche, negli ultimi mesi, anche il funzionamento del servizio mensa. Dopo i casi di bimbi colti da malore, con conseguente sospensione del servizio per alcune settimane, poi ripreso dopo che le analisi dell’Asl hanno smentito le contaminazioni causate dal cibo, i Verdi, attraverso i consiglieri Giuseppe D’Alte- rio e Aniello Cecere, con l’appoggio del consigliere regionale del Sole che Ride Francesco Emilio Borrelli, han- no avviato una raccolta di firme revocare l’appalto alla ditta che si occupa della refezione scolastica nelle scuole di Giugliano. “La petizione, indirizzata al sindaco, all’assessore competente, al dirigente scolastico e al direttore della Asl è rivolta a tutti i genitori che sono preoccupati dai cibi scadenti che ogni giorno vengono serviti nelle scuole di Giugliano.
Si tratta – spiegano D’Alterio e Cecere – di un primo passo per garantire ai bambini un’alimentazione sana. Già in passato abbiamo denunciato più volte le carenze del servizio, tra carni poco cotte e frutta in cattivo stato di conservazione.
Ambiamo a raccogliere almeno mille firme per ottenere che l’appalto sia revocato o che almeno il servizio sia sospeso”.
“Abbiamo presentato alla commissione competente la proposta di un regolamento comunale per la costituzione di un comitato di controllo sul servizio mensa”, concludono D’Alterio e Cecere.