È di Melito il macchinista indagato per l’incidente della metro a Napoli, lui si difende: “Sono sorpreso”

Gianluca Caleca

La Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati uno dei macchinisti coinvolti nell’incidente ferroviario tra tre treni avvenuto una decine di giorni fa nei pressi della stazione Piscinola della linea 1 della metropolitana di Napoli. Lo riportano organi di stampa. Un atto dovuto riconducibile ad accertamenti irripetibili che valuteranno i sistemi frenanti dei convogli e i sistemi di sicurezza. Gli inquirenti (il sostituto procuratore Michele Caroppoli e il procuratore aggiunto Simona Di Monte) ipotizzano i reati di disastro ferroviario e lesioni colpose. Non si esclude l’errore umano, quindi, anche se le indagini sul materiale rotabile e le motrici mirano a fare luce sul funzionamento di tutta la linea. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno anche posto sotto sequestro il telefonino del macchinista e ascoltato, ma come persone informate dei fatti, alcuni dirigenti dell’Azienda Napoletana Mobilità, società del Comune di Napoli che gestisce, tra l’altro, la linea 1 della metropolitana.

 

il macchinista Gianluca Caleca, alla guida del treno che ha tamponato un altro convoglio, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino  raccontando attimo per attimo quei momenti drammatici dell’impatto tra ben tre treni «Bastava un clic dalla torre di controllo e non ci sarebbe stato nessun incidente. Lì hanno un quadro sinottico dove vedono l’esatta posizione di tutti i treni e gli strumenti per intervenire, vedono quello che ho visto io: bastava togliere la corrente per bloccare tutta la linea. Io in coscienza ho fatto tutto quello che si doveva e si poteva fare, tutti i sistemi di sicurezza erano attivati». «Incredibile – dice Calaca – che dopo il primo impatto nessuno si sia accorto di nulla al punto da far partire un altro treno provocando un altro scontro». Calaca svela quanto il metrò – così affascinante nelle sue stazioni dell’arte – sia invece fragile in termini di sicurezza. Sono ore difficili per il macchinista, gli è stato da poco notificato un avviso di garanzia – ora è formalmente indagato – e i reati che la Procura ipotizza sono gravi: lesioni e disastro colposo. «Di questo – spiega – si occupa il mio avvocato, certo sono sorpreso, ma sono sicuro di far valere le mie ragioni perché ho piena fiducia nella magistratura».