«Due killer con le pistole, poi è stato l’inferno». Il racconto choc dei testomoni della strage delle Fontanelle

«Erano in due, correvano come i pazzi. Uno guidava, l’altro stava dietro in piedi. Poi abbiamo visto la pistola». Questo il racconto dei testimoni della strage di via Fontanelle che vide la morte di Giuseppe Vastarella e Salvatore Vigna. . Ieri l’ennesima udienza del processo che vede alla sbarra gli esponenti del clan Esposito. Il titolare del circoletto di via Fontanelle ha raccontato l’accaduto: «Quella sera ho visto uno scooter arrivare ad altra velocità.In sella c’erano due persone. La prima guidava, il passeggero era invece già in piedi. Mi sono subito reso conto che impugnava una pistola. A quel punto, resomi conto di quanto stava per accadere, ho pensato soltanto a come mettermi in salvo. Mi sono rifugiato nella macelleria di fianco al circolo e non ho visto null’altro». In aula è stato ascoltato anche un secondo uomo. Anche lui la sera del 22 aprile 2016 si trovava in via Fontanelle: «Hovisto quei due che arrivavano a folle velocità, erano completamente vestiti di nero, indossavano i caschi, il volto neppure si vedeva. Ancora prima di sentir el’esplosione dei colpi ero già scappato risalendo via Fontanelle nel senso opposto».
Le parole dei testimoni, pur non fornendo indicazioni utili a risalire all’identità dei sicari, hanno però confermato quanto già ipotizzato dalla Procuìra antimafia. Secondo i pm Umberto Mozzillo ed Enrica Parascandolo, il commando entrato inazione il 22 aprile alla Sanità sarebbe stato composto proprio da due uomini: Alessandro Daniello ed Emanuele Esposito, quest’ultimo figlio di Giuseppe e fratello di Filippo, i meccanici uccisi nella loro autofficina di Marano il 7maggio scorso.