Comuni indebitati, tasse alle stelle e servizi tagliati: dissesto finanziario a Marano, Villaricca e Melito

Comunità dalle medie dimensioni ma con debiti accumulati negli anni che sembrano somigliare più a piccole metropoli. È il destino, nefasto, che accomuna diverse città dell’hinterland co- me Marano, Villaricca e Melito, le cui Amministrazioni hanno dichiarato nei mesi scorsi dissesto finanziario. Cerchiamo di andare nello specifico fornendo qualche dato.

Marano

Cominciamo da Marano. Città da 60.000 abitanti e più, nell’ultimo decennio ha visto progressivamente peggiorare la sua condizione: da fiore all’occhiello del comprensorio, con attività commerciali fiorenti (molte in mano a personaggi riconducibili ai clan), a territorio degradato e dalle possibilità negate. La dichiarazione di dissesto finanziario è arrivato nell’ottobre 2018. Nel 2014 l’allora amministrazione cittadina, tramite l’assessore al bilancio dell’epoca Paolo Longoni, redasse un piano di riequilibrio finanziario pluriennale che avrebbe dovuto appianare grazie alla vendita di parte del patrimonio comunale e alla diminuzione dell’evasione tributaria, a partire dai canoni idrici con 5000 famiglie non paganti, con un ammanco di diversi milioni di euro. Ma niente da fare: Il disavanzo da 16 milioni non fu coperto e il piano venne bocciato con un’esposizione deb0itoria importante. «Eravamo arrivati ad un buon punto in relazione soprattutto alla massa debitoria a cui il Comune doveva far fronte. Purtroppo la Corte dei Conti non ha ritenuto sufficiente quanto stavamo facendo per instaurare un circolo vizioso, peccato» furono le rammaricate dichiarazioni dei membri della commissione straordinaria. Come accade in questi casi, stando agli obblighi di legge, tutte le imposte schizzano al massimo come l’Imu che raggiunge la soglia del 10,6 per mille mentre alla Tassa sui Servizi Indivisibili, la Tasi, viene applicata una maggiorazione comunale dello 0,8% per mille (l’aliquota massima è 2,5 per mille).

Melito

Pesante anche il buco di bilancio del Comune di Melito. Lo scorso gennaio è arrivato il verdetto in consiglio comunale: l’assise di via Salvatore Di Giacomo ha certificato un rosso in bilancio da ben 63,7 milioni di euro, una cifra enorme per una città che conta 40.000 abitanti. Tra gli elementi più imponenti dell’esposizione economica, debiti di dubbia esigibilità pari a 19 milioni e mezzo circa e debiti fuori bilancio per 6 milioni di euro.
L’Amministrazione guidata dal sindaco Antonio Amente ha difeso il suo operato: “Abbiamo cercato di predispor- re un piano di rientro ma non vi sono state le minime condizioni, nonostante il gran lavoro dell’assessore al Bilan-cio Angela Arsenti. Quello compiuto è un atto di coraggio, coraggio che è mancato a chi ha amministrato nel recente passato, quando era già chiara la situazione economica dell’Ente. Lavoreremo con ancora più attenzione per non sprecare alcuna risorsa, con serenità e con la convinzione che anche in queste condizioni sarà possibile migliorare le condizioni di vivibilità a Melito”.

Villaricca

Notevole anche il debito di Villaricca, cittadina-feudo elettorale dell’attuale senatore Pd ed ex sindaco Raffaele Topo. La giunta attualmente guidata da Maria Rosaria Punzo, nel maggio 2018, ha riconosciuto un buco di bilancio previsionale pari a 3,8 milioni di euro (2 ,8 milioni per sovrastima delle entrate comunali e 960.000 euro tagli di trasferimenti agli enti locali nei prossimi 3 anni con sforamento patto di stabilità); Pignoramento da 2,9 milioni euro della Geset ai danni del Comune mentre la Corte dei Conti ha rilevato alcune irregolarità nei bilanci nel quinquennio 2011-2016 (sindaco Francesco Gaudieri). In totale, il debito, è giunto a ben 40 milioni di euro. Di supporto al Rup del Comune, con il compito di dare un contributo a risanare le perdite, proprio l’ex assessore al bilancio di Marano Paolo Longoni.

Giugliano e Mugnano

Piccola isola felice è invece Mugnano, comune di oltre 30.000 abitanti e storicamente governato dal centrosinistra. A presiedere la giunta comunale è ora Luigi Sarnataro che in diverse occasione ha esternato la sua soddisfazione per «il bilancio florido» del Municipio che in effetti non denota particolare difficoltà, al netto dei continui tagli agli enti locali dei trasferimenti centrali di cui soffrono tutti gli enti locali. La città di Giugliano non si trova in una situazione di predissesto ma è comunque “sotto i riflettori” visto che la giunta guidata dal sindaco Antonio Poziello ha attinto diverse volte importanti risorse in questi anni dal fondo di riserva, anche per organizzare eventi di Natale. A pesare, inoltre sul bilancio, ci sono anche l’enorme esbo- rso per ripianare il disastro di via Santa Caterina da Siena e l’ampia fascia di evasione ed elusione fiscale, a partire dai tributi che il Comune dovrebbe incassare e che invece ha difficoltà ad introitare.