Curiosità sulla storia di Giugliano: dalle origini ad oggi

Ecco come è cambiato il nome della città a partire dalle antichissime tribù italiche, passando per i Romani, gli Aragonesi, le antiche famiglie del Medievo, la Rivoluzione Francese, il Regno delle Due Sicilie fino all’Italia.

La città di Giugliano in Campania fa parte del comprensorio che gli antichi chiamavano Campi Flegrei, per la vicinanza con Licola, Cuma e Pozzuoli. Il toponimo Giugliano è citato per la prima volta in un documento dell’anno 1061, ove di parla di un tale «Habitator in Vico, qui nominatur Iullano».
Il territorio giuglianese fu abitato dalle tribù italiche, popolazioni antichissime. Tra il VI ed V secolo a.C. vi stanziarono gli Osci, i quali fondarono, tra le molte città, Atella e Liternum, che furono fiorenti sotto il dominio di Roma. L’area fu denominata «Campania Felix», per il clima temperato e la fertilità del terreno; poi fu detta «Liburia», ed infine «Terra laboris». Non abbiamo una documentazione certa dell’esistenza di un centro abitato in epoca romana, ma un’infinità di reperti archeologici attestano la presenza  di quella civiltà.
Il Petrarca riteneva che Giugliano fosse stata edificata da Giulio Cesare. Ma la tradizione vuole che un nucleo di Cumani, rifugiatosi nelle campagne giuglianesi nel 421 a.C., chiamò «Leirianium» la zona, per un’estesa fioritura di gigli 8 (dal greco «leirion») quindi «Lilianum», dal quale si ebbe «Gigliano-Giugliano».
L’anno 1207 segna una svolta decisiva del piccolo centro feudale; in quell’anno Cuma fu distrutta dai Napoletani, perché era divenuta un covo di pirati e predoni, ma anche perché Napoletani ed Aversani avevano mire espansionistiche su quel territorio.
I Cumani fuggiaschi trovarono ospitalità a Giugliano, insieme con il clero ed il Capitolo Cattedrale, portandovi anche il culto di S. Massimo e S. Giuliana. Di Giugliano, in quanto feudo, abbiamo i primi documenti dal 1270; ignoriamo l’origine del nome ed il nome dei primi possessori.
Nel XII secolo troviamo le famiglie di Pietro Trotta, dei Varavalla, degli Aversano e la famiglia Vulcano. Subentrarono poi i Filomarino e i Pignatelli; una parte del feudo fu di proprietà dei D’Aquino. Nel 1435 il re di Napoli, Alfonso D’Aragona, prese alloggio nel Castello Baronale raso al suolo.
Nel XV secolo il Feudo passò ad Ettore Pignatelli, Conte di Fondi. Nel 1542 i Carafa vendettero una quota a Cosimo Pinelli, la famiglia del quale amministrò direttamente Giugliano per un secolo. Nel 1639 Galeazzo Pinelli vendette a Cesare D’Aquino le quote a lui spettanti.
Nel 1691 il Feudo passò a Francesco Grillo. Il Principe di Stigliano Marc’Antonio Colonna, l’acquistò nel 1778 e lo tenne fino alla Rivoluzione Francese; quindi con Gioacchino Murat si ebbe la fine di tutti i privilegi feudali e l’inizio dell’Amministrazione comunale, seguendo le sorti del Regno delle Due Sicilie e poi dell’Italia.
 
Tratto dal libro: Vivi Giugliano, la guida per vivere e conoscere la tua città.