Corruzione e camorra, scarcerato il giudice Alberto Capuano: nell’inchiesta indagato anche pregiudicato del clan Mallardo

Alberto Capuano

E’ stato scarcerato, stanotte, il giudice Alberto Capuano, finito in carcere all’inizio del luglio scorso, nell’ambito di un’indagine anticorruzione. Il magistrato, 60 anni, era in servizio presso la sede distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli quando venne arrestato. Capuano, che è difeso dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Alfredo Sorge, una volta uscito dal carcere ha raggiunto casa a bordo di un taxi. La scarcerazione è frutto di un provvedimento del Tribunale del Riesame emesso ieri mattina, in sede di rinvio alla Corte di Cassazione. Dopodomani è prevista l’udienza per il giudizio immediato davanti alla seconda sezione del secondo collegio del Tribunale di Napoli (presidente Maria Pazienza).

L’inchiesta ha coinvolto anche altri indagati per i quali sono state emesse misure cautelari in carcere: il consigliere della X Municipalità di Napoli Antonio Di Dio, di 66 anni; Giuseppe Liccardo, 31 anni, pregiudicato e ritenuto affiliato al clan Mallardo; l’esperto informatico Valentino Cassini, di 52 anni e un avvocato, l’unico al quale ad inizio mese sono stati notificati gli arresti domiciliari, Elio Bonaiuto, di 71 anni.

Il Tribunale del Riesame ha confermato le misure cautelari emesse dal gip di Roma a inizio luglio anche per gli altri indagati anche se, però, ha deciso di non confermare integralmente l’ordinanza, preferendo propendere per parziali annullamenti in relazione ad alcuni episodi.

Gli inquirenti ritengono che il magistrato Alberto Capuano sia al centro di un sistema corruttivo. L’avvocato Maurizio Lo Iacono, legale del magistrato, ha impostato la difesa del suo cliente sostenendo invece che il quadro probatorio fosse «assolutamente manipolato». «Ci sono state queste interlocuzioni (intercettate dagli inquirenti, ndr) – ha detto il legale – sicuramente moralmente censurabili, che però potrebbero valere, al massimo, un’accusa di traffico illecito di influenze».